
Silvio Berlusconi e Karima El Mahroug | © AFP / Getty Images
Silvio Berlusconi è stato condannato a sette anni e a interdizione perpetua dai pubblici uffici per concussione e prostituzione minorile, la sentenza è arrivata oggi presso il tribunale di Milano.
Per quelli che ne gioiscono è ancora presto per tirare un sospiro di sollievo, l’ex premier ha ancora la possibilità di fare appello ed è questa l’intenzione espressa dall’avvocato Niccolò Ghedini dopo che la sentenza sul processo Ruby è stata emessa. La notizia ha già fatto il giro del mondo, CNN, Le Monde, il Daily Mail, le principali testate parlano del momento tanto atteso: per arrivare a questa sentenza ci sono voluti 27 mesi e 50 udienze.
Un anno di condanna in più rispetto a quanto richiesto dal pm Ilda Boccassini, che oggi non era presente a Milano. Dopo la sentenza, l’avvocato di Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, ha dichiarato:
Faremo appello. La sentenza non mi sorprende affatto. Sono due anni e mezzo che diciamo che qui questo processo non si poteva fare. E’ una sentenza larghissimamente attesa, faremo appello, ricorso in cassazione. E’ una sentenza che è completamente al di fuori della realtà, fuori da ogni logica, L’accusa di costrizione è allucinante. Un fatto estremamente grave: il tribunale non ha tenuto conto della realtà processuale.
Silvio Berlusconi e Karima El Mahroug | © AFP / Getty Images
I commenti a caldo da parte di alcuni esponenti del PDL ovviamente sono stati tutti negativi nei confronti della decisione dei giudici, il complottismo della Magistratura comunista quindi va avanti, penalizzando Silvio Berlusconi. Renato Schifani ha commentato con sdegno:
Una sentenza abnorme e surreale, con un colpevole e nessuna vittima.
Tra liti e cartelli, si sono presentate diverse persone fuori dal tribunale milanese, anche se Berlusconi non si è presentato di persona. Un gruppo di persone ha esultato all’arrivo della notizia della sentenza. Intanto i giudici hanno disposto la confisca dei beni sequestrati precedentemente a Karima El Mahroug (Ruby Rubacuori) e il compagno Luca Risso, oltre alla trasmissione degli atti alla Procura per valutare le presunte false testimonianze rilasciate da alcuni testimoni. In tribunale c’era anche Daniela Santanché, speranzosa nei confronti della giustizia. Dopo la sentenza anche lei ha commentato indignata:
E’ una vergogna, è una sentenza politica che con la giustizia non ha niente a che fare. La giustizia e il Governo sono cose diverse, se il Governo fa le cose che servono il nostro sostegno è senza se e senza ma.
Secondo lei tuttavia non ci saranno ripercussioni sul Governo nè sull’esperienza politica di Berlusconi. Tra i commenti a caldo, arriva anche quello di Marysthell Polanco, la soubrette olgettina che ha sempre difeso a spada tratta l’ex Premier:
Sono scioccata non mi hanno creduto, non ci hanno creduto, io ho detto la verità e se mi chiamano di nuovo ripeterò quello che ho sempre raccontato.