Al Clara Foltz Justice Center, tribunale di Los Angeles, martedì mattina ha preso il via il processo per l’inaspettata morte del Re del Pop, Michael Jackson. L’unico imputato è Conrad Murray, medico personale del cantante, accusato di omicidio colposo involontario, per aver causato la morte di Michael con una dose eccessiva di propofol, un forte anestetico, e soprattutto per non averlo soccorso nel tempo dovuto. Il processo si apre tra le lacrime del dottor Murray, che non riesce a trattenere il pianto ascoltando le parole dei testimoni che la difesa ha chiamato alla sbarra. Gli avvocati di Murray hanno chiamato in difesa del dottore cinque testimoni chiave per analizzare ed evidenziare la sua vita da professionista medico e la sua preparazione. Fra i primi testimoni c’è Ruby Mosley che ha cercato di evidenziare il buon cuore dell’imputato, portando all’attenzione della giuria la clinica che Murray ha fondato in una comunità povera del Texas in onore del suo defunto padre, affermando:
Se quest’uomo fosse stato realmente avido, mai sarebbe venuto in una comunità come quella di Case France, in Texas, dove il 75 per cento della popolazione è costituita da poveri, e la vita non si basa sicuramente sul benessere o sulla sicurezza sociale.