
Fanno swipe, fanno scroll down. Chattano. Anzi, whatsappano. E sono così abituati a fare tap sul touch-screen che finiscono per farlo anche sulla carta.
Sono i nativi digitali per cui ogni cosa esiste in quanto virtuale. Non leggono molto ma sono bravissimi a far finta di conoscere. Per nulla allineati con il motto socratico del “sapere di non sapere”, interpretano molto meglio le volontà del sociologo Thomas, della scuola di Chicago, che disse: “credere una cosa reale rende reali le sue conseguenze”. In piena sintonia con il copia e incolla della generazione Wikipedia. Alla ricerca disperata di un like di approvazione, i giovani digitali sono molto più insicuri di quanto le loro bacheche di Facebook vogliano farci credere.
Ma per il principio di cui sopra, molto spesso una fotogallery ed il filtro giusto di Instagram possono farci dimenticare qualsiasi cosa. Giocano, scommettono, cercano l’anima gemella: tutto, rigorosamente, online. Molto spesso in pieno ritmo multitasking, vale a dire contemporaneamente. Una chattata su Skype con un’amica, una partita alla roulette o al videopoker, uno sguardo random ai profili social dei propri amici, un match su Tinder, senza dimenticare quella visita compulsiva alla pagina Facebook della ex ragazza.
Secondo un’indagine nazionale della Società Italiana di Pediatria , nel 2008, solo il 42% dei nativi digitali utilizzava Internet tutti i giorni contro l’attuale 81%. Questo, naturalmente, non significa che i giovanissimi siano per forza irresponsabili, anzi. Cresce la quantità di studenti che sa scegliere la qualità dell’informazione online: un’altra analisi ha dimostrato che i 18enni di oggi sanno scegliere una notizia autorevole 7 volte su 10, contro il 55% di soli 4 anni. Questa maggiore consapevolezza critica trova conforto nella buona risposta del target sul tema del senso di responsabilità digitale.
I giovani amano divertirsi, online, ma sono pochi quelli che non riescono a fermare le proprie passioni: Il gioco online è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni, i giovani italiani amano sempre di più giocare d’azzardo sulle varie piattaforme presenti in rete. In tal senso assumono un ruolo fondamentale proprio le case di gioco in tema di gioco responsabile. Una di queste, StarCasinò, mette ben in risalto sul proprio portale che il gioco è consentito solo ai maggiorenni e può creare dipendenza, dedicando un’intera pagina proprio a questo problema. Insomma, un target che sembra superficiale ma alla fine sa rivelarsi più naturale e di sostanza di quanto la forma “digitale” sappia a volte mostrare. Perché etichettare un hashtag e una scommessa online come vizi moderni è molto spesso un modo, un po’ retrò e un po’ bigotto, di generalizzare una situazione e non voler cogliere le evoluzioni della nuova era digitale.