Tay Jackson |©MARK RALSTON/Getty Images
Michael Jackson è morto da 4 anni, ma il suo nome balza alle cronache più spesso del previsto e non per commemorarlo come leggenda della musica internazionale amato dai milioni e milioni di fans, ma più che altro per tentare d’infagare il suo nome. Ultimo evento che ha suscitato l’attenzione dei media riguarda la denuncia dal coreografo Wade Robson che lo accusa di averlo molestato quand’era poco più che un bambino.Per il momento non si è conoscenza dell’ammontare richiesto per risarcimento, ma la cifra pare essere alquanto considerevole. L’amicizia fra il cantante e il coreografo nasce quando quest’ultimo aveva soltanto 5 anni, a partire dai 7 Robson comincia a dormire nella villa di Jacko fino ai 14 anni, quando le visite s’interrompono. Ad oggi non ci sono ulteriori dettagli sulle modalità dei presunti abusi.
Eppure nel 2005 Robson aveva testimoniato a favora di Michael Jackson nel processo dove era accusato di abusi sessuali su minori ed aveva negato di essere mai stato molestato dal celebre imputato. Inoltre a poche ore dalla morte della pop star il coreografo aveva diffuso questo comunicato stampa:
Ha cambiato per sempre il mondo e, in maniera molto più personale, la mia vita. Lui è il motivo per cui ballo, per cui faccio musica e uno dei motivi principali per cui credo alla bontà del genere umano. È stato mio amico per 20 anni. La sua musica, i suoi movimenti, le sue parole di ispirazione e incoraggiamento e il suo amore incondizionato vivranno dentro di me per sempre. Mi mancherà tantissimo, ma so che adesso è in pace, intento ad incantare il paradiso con una melodia e un moonwalk.
Tay Jackson |©MARK RALSTON/Getty Images
A smentire le attuali accuse di Wade è intervenuto il nipote di Jackson, Taj figlio di Tito Jackson (fratello maggiore di Michael), che ha rivelato di essere stato a sua volta molestato quando era un bambino da un membro della famiglia materna di cui non ha rivelato l’identità. A quanto sembra è stato proprio lo zio a comprendere il suo disagio e ad aiutarlo a superare il difficile momento. Certo adesso c’è da scoprire il presunto molestatore che ha determinato l’infanzia del giovane. Il nipote di Michael non ha dubbi è certo che Wade mente spudoratamente, intento a mettere mano sul patrimonio del re del pop. Robson, tuttavia, insiste e ieri alle telecamere di Today ha rivelato:
Non ho mai dimenticato quello che Michael mi ha fatto, ma sono stato psicologicamente ed emozionalmente incapace di capire che fosse abuso sessuale.