
Marc Jacobs |© Pascal Le Segretain/Getty Images
Nella bellissima cornice della Paris Fashion Week Marc Jacobs dice addio a Louis Vuitton dopo ben sedici anni di costante collaborazione. Lo stilista americano ha deciso di tornare a New York per occuparsi dei marchi che portano il suo nome lasciando una dura eredità alla maison francese e allo stilista che dovrà eguagliarlo secondo alcune voci Nicolas Ghesquiere, ex direttore creativo di Balenciaga. L’era LV by Marc Jacobs finisce con un fashion show degno delle feste de” Il Grande Gatsby” ma in versione funerea: un addio dark, maestoso, spettacolare. Una sfilata che lascia il segno e che sarà difficile da dimenticare visto anche il modo sfarzoso in cui si è svolta.
Jacobs ha deciso di rigraziare tutti coloro che in questi anni hanno creduto in lui da Robert Duffy e Bernard Arnault, fautori anche del successo della linea personale dello stilista. Il design ha parlato commosso alla fine della sfilata, ispirato dai defillè parigini e dai buyer che lo hanno sempre incoraggiato, ma soprattuto dalle donne che in tutti questi anni ha vestito, unica fonte d’ispirazione delle sue creazioni.

Harper’s Baazar ha reso pubblico il testo dell’ultima “show note” del designer:
Parigi, 2 ottobre 2013
La collezione è dedicata alle donne che mi ispirano e alla showgirl che è in ognuna di loro. Emmanuelle Alt, Jane Birkin, Betty Catroux, Carlyne Cerf de Dudzeele, Coco Chanel, Cher, Grace Coddington, Sofia Coppola, Victoire de Castellane, Catherine Deneuve, Claude Lalanne, Julie de Libran, Lady Gaga, Judy Garland, Katie Grand, Juliette Greco, François Hardy, Zizi Jeanmarie, Rei Kawakubo, Madonna, Liza Minnelli, Kate Moss, Louise Nevelson, Edith Piaf, Miuccia Prada, Lee Radziwill, Millicent Rogers, Sonia Rykiel, Carla Sozzani, Elsa Schiaparelli, Barbra Streisand, Diana Vreeland, Vivienne Westwood, Anna Wintour.
Estroverse o esoteriche che siano, sono le figure che mantengono vivo il linguaggio figurativo. Il loro stile, la loro immaginazione, creatività, talento, visione e voce hanno cambiato il nostro panorama.
Quando osservo Parigi, non è la profondità della città a togliermi il respiro. Sono i decori, le applicazioni ornamentali ad abbagliarmi. Non è una cosa che riguarda il pensiero, ma il sentire. Quando ti colpisce, può non esserci sensazione più profonda di questa. Mentre stavo disegnando questa collezione, questa sensazione ha preso slancio. Le cose mi piacciono per quello che sono, rivelazioni del puro ornamento della bellezza per la bellezza. Connettersi con qualcosa a un livello superficiale è onesto quanto connettersi a esso su un piano intellettuale.A tutte le showgirls che sono in ognuno di noi
Marc