
© Facebook / Avicii
Aveva 28 anni il dj Avicii, è stato trovato privo di vita nella casa in cui era in Oman.
Una morte improvvisa, per la quale i familiari hanno chiesto rispetto. Fin da subito si è ipotizzato il suicidio, perché i problemi di Avicii erano noti da tempo. Nel comunicato rilasciato dalla famiglia, inoltre, si faceva riferimento alla sua continua lotta:
Tim non poteva più andare avanti. Voleva trovare la pace, ha lavorato a ritmi che lo hanno portato a livelli di stress estremo.
Le cause della morte
Lo scorso 20 aprile la scomparsa di Avicii ha lasciato tutti a bocca aperta ed ha riaperto un argomento spinoso. Il dj era diventato famoso in tutto il mondo a soli 20 anni e nel 2016 aveva deciso di ritirarsi dalle scene perché non era più in grado di reggere lo stress. A causa del suo successo e dei massicci impegni lavorativi aveva avuto problemi di alcolismo, che gli avevano causato importanti problemi di salute. Non ne aveva fatto segreto e ne aveva parlato in un documentario a lui dedicato e uscito su Netflix a pochi giorni dalla sua morte.
TMZ, solitamente fonte attendibile, conferma l’ipotesi del suicidio. Pare che Avicii si sia tagliato le vene e sia morto dissanguato. Due fonti, infatti, hanno riportato che nella camera in cui il dj è stato trovato ormai privo di vita c’era una bottiglia di vetro rotta. Avrebbe usato uno dei pezzi rotti per togliersi la vita ma non c’è alcuna conferma ufficiale. In questi giorni gli amici e la famiglia hanno cercato di mantenere il silenzio, rispettando la figura fragile del dj che ha fatto ballare milioni di fan in tutto il mondo in questi anni.
Nel comunicato la famiglia di Tim Bergling, questo il vero nome del dj, aveva anche dichiarato:
Il nostro amato Tim era in continua ricerca, un’anima artistica fragile alla ricerca di risposte a domande esistenziali. Un perfezionista che ha viaggiato e lavorato duramente a un ritmo che lo ha portato ad uno stress estremo. Quando ha smesso di essere in tour, voleva trovare un equilibrio nella vita per essere felice e poter fare ciò che amava di più: la musica. Soffriva dei suoi pensieri sul significato della vita e sulla felicità . Non poteva più andare avanti. Voleva trovare la pace. Tim non è stato creato per essere una macchina; era un ragazzo sensibile che amava i suoi fan ma evitava volentieri i riflettori. Lo ameremo per sempre e siamo tristi perchè ci manca” recita il comunicato. La chiusura poi è un ultimo messaggio d’amore: La persona che eri e la tua musica manterranno vivo il tuo ricordo per sempre. Ti amiamo, la tua famiglia.